Senza Vela: Elementi di scrittura concettuale nell’opera di Egidio Marullo
by Francesco Aprile

1.

I lavori che qui presentiamo appartengono al ciclo Senza vela, di Egidio Marullo, realizzati fra il 1997 e il 1999, esposti dal 12 al 22 dicembre 1999 a Lecce presso Prosarte. Intraprendere un discorso attorno alla figura di Egidio Marullo vuol dire confrontarsi con una realtà artistica sfaccettata, multiforme, caratterizzata da un polimorfismo dei linguaggi che porta l’artista a dialogare con elementi musicali, pittorici, letterari, fotografici. Di difficile catalogazione, e per questo sfugge con facilità ai dettami della critica tradizionale, quella di Marullo è una figura artistica appartata, nella misura in cui conosce il senso dell’attesa, della sosta, e la pratica come ascolto alla ricerca degli stimoli e spunti necessari per nutrire la creazione. Nato in provincia di Lecce nel 1974, compie studi artistici. Attualmente è docente di Arte e Immagine, Disegno e Storia dell’Arte nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Parallelamente sviluppa la sua attività di musicista. Dal 1993 al 2003 è batterista degli Aria Palea, gruppo di sperimentazione prog-folk con cui registra nel 1996 Zoicekardia e nel 1998 Danze d’ansie, entrambi per l’etichetta veneta Lizard. Dal 2000 è parte dei Kaus Meridionalis, band che guarda ai suoni del sud del mondo secondo un percorso di ricerca fra denuncia sociale e attenta rilevazione del contesto. Nel 2005 e nel 2008, come assistente tecnico e regia audio-video, affianca i maestri concertatori Ambrogio Sparagna e Mauro Pagani de La Notte della Taranta, mentre nel 2006 produce e suona Tis Klei e nel 2011 Funzione preparatrice di un regno, entrambi di Ninfa Giannuzzi. Dal punto di vista delle arti visive, dal 1996 è artwork per l’etichetta Lizard, nel 2011 illustra la raccolta di favole Come fece come non fece di Luigi Chiriatti, edita da Kurumuny, si occupa di animazione e regia per lo spettacolo Canti Cunti e Migrazioni di Antonio Castrignanò (2008), intrattiene diverse collaborazioni che lo portano a performance quali live painting ecc.

2.

Riscontrare un dato polimorfico nella pratica artistica di Egidio Marullo non preclude, comunque, il manifestarsi di una serie di linee guida capaci di tenere le fila del discorso, legando le diverse pratiche con una serie di caratteristiche comuni che vanno a simboleggiare l’estrazione del gesto, connaturandolo ed esplicandolo attraverso una serie di elementi. L’elemento musicale del ritmo è una di quelle caratteristiche che attraversa la sua produzione. Il ritmo che dalla batteria si traduce nella gestualità pittorica è cadenza costante nelle figure e nei corpi che abitano la dimensione visiva. Come una serie di pilastri, di arcate, di navate, questa musicalità denota il ritmo dell’opera, cadenzandola sulla tela. Le figure, in un contesto sociale solipsistico, manifestano una pretesa di riappropriazione degli spazi dei corpi, restituiti ad una valenza magica, che traduce il reale in impronta immaginifica. Ciò che dopo lo sguardo resta, appare come trasfigurazione di un segreto ancestrale colto nei corpi e mai violato e mai assunto a consapevolezza dalla categorizzazione del conscio. Resta in forma di traccia. Sul piano più strettamente letterario, si mostra una sensibilità poietica radicata nel suono, nelle ripetizioni che sostentano e danno forza letteraria all’opera; questa si divincola al contempo nell’alchimia di cose e situazioni in una scrittura densa di immagini usate come oggetti e parti di un mondo in divenire, spesso legate fra loro per associazioni, dettate dalla parsimonia di elementi di legatura, in un amalgama orientale, laddove tratta la parola in preda ad una spazialità che molto evoca la condizione dell’haiku. Spazialità e senso del ritmo mostrano come musica e gesto pittorico e gesto autorale restino legati in maniera indissolubile all’interno dell’opera.

3.

Nella serie di lavori che vanno a comporre il corpus di Senza vela emergono in un continuum gli elementi sopraindicati. La condizione dell’attore sociale nello spazio aperto del mondo è messa in evidenza dalla capacità di gestire lo spazio del foglio rapportandovisi in termini di azione e pensamento, ritmo come ripetizione di una materia poietica strutturante. Il pensamento è quello di uno sforzo del pensiero che prova a non pensarsi, estremizzandosi nel gesto e nella dimensione ancestrale dei rapporti umani in termini di traccia immaginifica nel mondo, eppure empatica. La scrittura appare propedeutica a tutta l’attività artistica di Marullo. Dalla musica, nella quale si mostra al contempo musicista e autore o co-autore di testi, alla pittura, spesso accompagnata da una sensibilità letteraria tradotta in termini di gesto, spostando il campo d’azione della parola verso i luoghi propri della conceptual writing. La scrittura diventa elemento accessorio, si mostra in termini di processo, propulsione fisica, gestuale, del suo divenire e dichiararsi sullo spazio d’azione. L’elemento di fisicità, che appartiene alla scrittura messa in azione da Marullo in questa serie di opere, è spostato con uno slittamento semantico nella dimensione del segno artistico, visuale. Senza vela è una struttura abitativa per la condizione gestuale della parola. Una struttura spaziale, dove il gesto è sorretto dal ritmo degli elementi che dialogano con le tracce del mondo. Il corpo come luogo della creazione appare come abitazione, traccia e flusso pulsionale di una scrittura concettuale che è materia, ritmo, gesto, segno.

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