Il viaggio, il mare. Installazione
by Vincenzo Lagalla

ottobre 2020
Installazione fotografica in sito specifico è stata allestita sulla massicciata realizzata per mettere al riparo dal mare la strada statale e l’adiacente camminata Voltri > Vesima, nel ponente genovese (prima del workshop di Renzo Piano). L’installazione è costituita da foto del formato di cm.30 x 42 stampate su carta comune e incollate su “pezze” di lenzuola appese su un filo teso tra tronchi d’albero trasportati dal mare e incagliati in mezzo ai massi. Le foto sono stese come panni ad asciugare.
Il sito è stato scelto in base ad alcuni requisiti:
-le correnti marine trasferivano sui massi i tronchi necessari all’allestimento
-al sito ci si arriva da scalette altrimenti di difficile accesso e comunque permettono il
distanziamento dal “pubblico”
-la camminata sovrastante la zona dell’allestimento è molto frequentata
Il percorso è costituito da una sequenza di n.3 installazioni:
-N.1 “Viaggio senza viatico”
-N.2 “Viaggio appeso”
-N.3 “Sguardo dal mare”

Le foto riprendono Migranti in un centro di accoglienza dopo la traversata in mare. Il lenzuolo spesso è il riparo sicuro del corpo, sigillo del letto, sudario a volte. Su lenzuola strappate scorrono le immagini del momentaneo “riparo”, dopo il mare e prima di altro viaggio
nel pericolo e ancora senza sussistenza, viaggio per necessità.
L’installazione continua con foto che ritraggono l’autore nel momento
dell’allestimento della prima installazione (viaggio senza viatico).
Il focus si sposta dal viaggio alla sua mess’in scena davanti al mare di Vesima, scenario perfetto per l’allestimento.

Il terzo e ultimo intervento presenta foto raffiguranti la parte bianca delle lenzuola, viste da dietro, la parte vista dal mare. Lo sguardo poi si volge al mare ritornando al mare chiudendo il cerchio. Di quest’ultima parte sono state scattate le foto ma non è stato possibile realizzare l’allestimento in quanto le forti piogge e le vilente mareggiate hanno privato le lenzuola delle foto e l’intero allestimento è stato ritirato prima del tempo previsto, lasciando i pali vuoti.


L’itinerario artistico di Vincenzo Lagalla si apre attorno alla metà degli anni Settanta nello scenario salentino legato agli ambiti della poesia visiva e della performance. Nella sua formazione e nelle prime esperienze incidono figure come Enzo Miglietta, animatore del Laboratorio di Poesia di Novoli (dove nel 1983 espone la sequenza fotografico-performativa “Poe-Muro”) e Francesco Saverio Dòdaro fondatore del Movimento di Arte Genetica e della rivista Ghen. Dopo il trasferimento a Genova nel 1985, entra in contatto con Rolando Mignani, poeta visuale del Gruppo Tool creato da Ugo Carrega, con cui collabora alla realizzazione della collettiva “Progetto per una dimora inabitabile” presentata l’anno seguente nel Palazzo della Meridiana a Genova. In questa occasione l’artista sperimenta il linguaggio dell’installazione esponendo “Illatenza”, opera modificata e inserita nell’attuale allestimento della mostra “Le radici della violenza” inaugurata il 16 ottobre 2020 nello Spazio 21 dell’ex Ospedale Psichiatrico di Genova Quarto. Co-fondatore nel 1989 del movimento “Infectious Art” basato su installazioni specifiche a tema ambientalerealizzate sul territorio di alcune città italiane con prevalenza di quello genovese, documentate nel testo
pubblicato dalla Facoltà di Magistero, Università di Genova. Tra le collettive recenti la partecipazione al Museo della Carale – Accattino di Ivrea, e “Chi ha paura dell’arte contemporanea?” (Genova, Entr’acte, 2018). Tra le personali “Luce e memoria” del 1990 al Museo Santa Maria di Castello a Genova, le mostre fotografiche “Edipo e l’Ulivo” nel 2010 al Cinema Sivori di Genova e nel 2017 alla Galleria d’Arte Malinpensa
di Torino, con cui si instaura una lunga collaborazione, presenta i “Sandwich di slides”. Successivamente le esposizioni tenute a Gubbio: nel 2017 al Museo Diocesano e nel 2019 nella Chiesa musealizzata Santa
Maria dei Laici. Nel 2018 la mostra nella galleria genovese “Il Punto” dove presenta stampe su alluminio di slides all’infrarosso.

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