Richard Kostelanetz, Uroboros, 2014
by Francesco Aprile
2015/06/09

Uroboros
Richard Kostelanetz
NYQ BooksTM is an imprint of The New York Quarterly Foundation, Inc.
Layout and Design by John Also Bennett
2014
pp. 204

Pubblicato verso la fine del 2014, il testo di Kostelanetz porta in esordio la dedica al poeta visivo, concreto e sonoro tedesco, Ferdinand Kriwet, “che ha scoperto la scrittura circolare prima di me”. E non è un caso perché l’andamento uroborico dell’opera di Kostelanetz rimanda la mente alle opere concrete e verbo-visive dell’autore tedesco, circolari e sintetiche, capaci di richiamare i sistemi della comunicazione pubblicitaria. La parola di Kriwet mostra l’impatto grafico della frase che nella sua composizione visiva assume forza manifestandosi con impatto notevole agli occhi del lettore-osservatore. Ma lo spostamento dell’elemento verbale verso una concretezza visiva e conseguente ripensamento grafico-spaziale, che divarica gli scenari comunicativi del testo, ampliandone possibilità, appare nell’opera di Kostelanetz come costante nel suo percorso di ricerca. Le sue dichiarazioni di poetica dimostrano, infatti, che già dal finire degli anni ’60 egli si interessa di certe dinamiche, scandagliandole e percorrendole in lungo e in largo. È la parcellizzazione del linguaggio l’elemento che domina in questo Uroboros e in buona parte della ricerca dell’autore americano. In una dichiarazione di poetica richiestagli nel 1967 da Paul Carroll, per l’antologia The Young American Poets (1968), è l’autore americano a porre l’accento sulla ricerca di forme espressive per sole parole, notando negli anni come questo lavorio su sole parole abbia messo in evidenza un passaggio fondamentale da una parola-immagine ad una parola after-image, in cui a dominare erano le forme grafiche ed espressive più inusuali, non attese, e per questo più feconde. L’inatteso manifestava una più virulenta presenza estetica capace di restare più a lungo impressa dopo la visione dell’immagine, appunto after-image. Su questo solco si inserisce l’Uroboros di Kostelanetz, marchiato a fuoco nella dichiarazione di poetica che dà l’avvio al testo, una dichiarazione in cui si rende esplicita la possibilità visionaria di lavorare in questa parcellizzazione del linguaggio, una ricerca che guarda all’impronta visiva del testo, avendo superato però l’immagine, coagulando nello strumento “parola” una pressione visiva evocatrice, inusuale, che inattesa solletica associazioni e rimandi prim’ancora della lettura stessa dei testi rappresentati, che serbano nella parola, poi, ulteriori aperture immaginifiche. La sintesi di Kostelanetz, dalle espressioni in primo piano delle grafiche Dada, dove appunto la parola Dada campeggia sovrastando testo e/o immagini, fino alle esperienze della poesia concreta, strizza l’occhio al concettuale e al tardo modernismo, maturando un minimalismo poetico che fa del concetto, dell’impatto visivo e delle associazioni che ne conseguono elementi dinamici attraverso i quali parcellizzare il linguaggio in forma di opera.

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