Lettere, Enigmi e ContaminAzioni: Viaggio nella Poesia Visiva di Anna Boschi
by Donato Di Poce

 

Prima di parlare dei recenti lavori di poesia visiva di Anna Boschi dal titolo ContaminAzioni, necessita sia per i più giovani che per i non addetti ai lavori, qualche reminiscenza storica sulla Poesia Visiva e la sua poetica, anche per cogliere a pieno il valore del lavoro di questa grande artista verbo-visiva che è Anna Boschi.

La Poesia Visiva si affermò definitivamente negli anni ’60-70 del ‘900, ma aveva avuto nel Futurismo, Lettrismo e in Apollinaire i primi segni di sperimentazioni poetiche che andavano oltre il significato verbale, andando ad intaccare i territori del segno e dell’immagine. Oserei dire che la metafora linguistica emozionale, inizia a contaminare i linguaggi e gli strumenti espressivi extra linguistici e inizia quel dialogo tra le arti che rivoluzionerà l’arte e le avanguardie del ‘900.

Negli anni ’60 grazie anche alla spinta propulsiva di Fluxus e della Mail Art, ci si rende conto che il linguaggio della letteratura e dell’arte è eccessivamente lontano da quello comune e molti artisti decidono da una parte di condividere le loro esperienze, dall’altra di colmare questa distanza tra arte e vita, creando un nuovo lessico proveniente dall’ambito dei massa-media, cioè dai quotidiani, dai rotocalchi, dalla pubblicità, dai fumetti e il medium principe di questo nuovo linguaggio è il collage che, tramite il riutilizzo di testi e immagini provenienti dalla stampa, è la tecnica che risulta più congeniale per raggiungere questo risultato.

Nascono così opere di grande impatto, che come quelle della pop art, si pongono in posizione critica nei confronti della cultura di massa, con l’intenzione di attivare nel pubblico la capacità di critica. Questa pratica artistica prende poi il nome di Poesia Visiva e coinvolge in brevissimo tempo oltre ai fiorentini del Gruppo 70, gruppi o singoli artisti che operano a Genova, Napoli, Brescia, Milano, Roma, Bologna, diventando una delle più significative avanguardie italiane del secondo novecento.

La poetica della Poesia Visiva tende, in sostanza, alla riscoperta di quel messaggio poetico – che si era perso a seguito dell’incomunicabilità dell’ermetismo e della nuova società industrializzata – attraverso il recupero fisico e materiale del grafema e la realizzazione pittorica del significante. Tutto ciò avviene grazie soprattutto all’associazione di elementi fonetici o grafici della lingua all’immagine dei rotocalchi.

Il risultato di tali procedimenti è un ‘interlinguaggio’ capace di sottolineare il passaggio da un significato connotativo della ‘parola industrializzata’ a quello denotativo, una praxis creAttiva di danza delle arti con la riscoperta della fotografia e della performance.

Di conseguenza “leggere” le Poesie Visive non è semplice, infatti tali pratiche separano la percezione linguistica da quella iconica. Al lettore è richiesto un approccio sinestetico, e globale, e una ‘lettura simultanea’ dell’opera, dove il tutto prevale sulle singole parti.

Tra gli autori italiani che si sono affermati e distinti in questa arte ricordiamo, Miccini, Pignotti, Caruso, Sanesi, Carrega, Isgrò, Gini e tra le donne Carretta, Zampini, Bertola, Roncoroni, Marcucci, Bentivoglio, Fedi e la nostra Anna Boschi.

Un’attenzione particolare alla Poesia Visiva in questi anni hanno dimostrato l’Editore Campanotto di Udine il cui Direttore Editoriale è Carlo Marcello Conti (egli stesso artista visivo), la rivista Tracce Cahier d’art di Ruvo di Puglia, le gallerie d’arte Derbylius di Milano, Marcantoni di Pedaso, Valmore di Vicenza, e il Museo della Carale Accattino di Ivrea.

La linfa creativa e la vitalità dell’agire creAttivo di Anna Boschi sono rappresentati senz’altro dall’incessante frequentazione prima della mail art, del Libro d’artista e Taccuini d’artista poi, e il suo personale rapporto con la critica e la poesia contemporanea, che hanno accompagnato la costante ricerca nella poesia visiva della nostra artista, tra le poche a saper tenere insieme rigore, passione, ricerca sperimentale, arte e poesia.

Lo stile personalissimo di Anna Boschi capace sempre di rinnovarsi ed evolversi pur nella continuità poetica, è caratterizzato a mio avviso da quattro elementi formali fondamentali:

  • l’uso del collage
  • le “calligrafie”
  • la parola o il verso dipinto, scritto o incollato sulla tela
  • l’equilibrio compositivo.

Mentre la sua poetica che sintetizzerei nella formula poet(he)art, titolo di una sua opera del 2001, spazia dalla denuncia sociale alle contraddizioni estetiche e civili, dall’umanesimo alla pace, dall’esistenzialismo alla ricerca della poesia e della vita segreta delle parole. E comunque mai in nessuno artista è più appropriata la formula Oraziana dell’UT PICTURA POESIS come in Anna Boschi.

Se le opere di Poesia visiva degli anni 60-70 furono subito apprezzate da Roberto Vitali e da uno dei padri della Poesia Visiva come Lamberto Pignotti, che puntualmente sottolineò: ” …L’incontro della parola con l’immagine, la loro reciproca compenetrazione, lo scambio di ruoli convenzionali, concorrono a mettere a punto una sorta di messaggio che richiede una decodificazione globale, protesa,  come emerge nella articolata opera di Anna Boschi, a smentire quelli che accertano giorno dopo giorno la crisi della poesia e che preannunciano ossessivamente la morte dell’arte”,  la ricerca e gli esiti dei cicli successivi sono stati evidenziati dalla critica più attenta del settore, Vizzini, Dehò, Carrera, Bonanno, Daniel Sodano(Daligand), Grossato, Boni, Donini, ai cui testi rimandiamo per un approfondimento critico.

I più recenti sviluppi della ricerca verbo-visiva di Anna Boschi si sono concretizzati in una serie  di mostre importanti susseguitesi tra il 2009 e il 2015, evidenziandone la vitalità, la freschezza e la passione travolgente dell’autrice dai titoli chiarificatori quanto esemplari della sua poetica in divenire da far impallidire qualsiasi detrattore del genere o chiunque abbia dubbi sul focus poetico di Anna Boschi:

  • Writings, Palkane(Finlandia), 2009
  • Post Scriptum, Forlì, 2011
  • My Moticos Ray, Ivrea, 2011
  • Calligrafie, Pedaso(FM) , 2011
  • Paesaggi dell’anima, Castel S. Pietro(BO), 2013
  • Uni/Versi, Ferrara, 2014
  • Tra Visual Poetry e ricerca, Vicenza, 2014
  • Lavagne, Pedaso(FM), 2014
  • Segno Intimo, la poesia visiva di Anna Boschi, Bologna, 2015.

Quando le nebbie dei falsi miti contemporanei, degli artisti inventati dalle gallerie , dai collezionisti e dal mercato dell’arte, e le derive commerciali di tanti artisti concettuali, neopop e digitali saranno diradate, allora si comprenderà appieno la forza e la bellezza di questi lavori verbo-visivi, la loro carica rivoluzionaria e sinestetica, la loro purezza formale e la capacità di tenere insieme arte e scrittura, vita e poesia e la Boschi sarà percepita in tutta la sua grandezza e naturalezza non solo di Artista verbo-visiva, ma di poeta con il cuore nell’arte e di artista con il cuore nella poesia e scusate se è poco…

E arriviamo ai recenti lavori del 2015 intitolati ContaminAzioni in cui l’autrice mi onora inserendo nell’opera alcuni miei aforismi, riprendendo l’operazione di contaminazione letteraria e poetica iniziata con Hesse, Neruda, Pessoa e Perec. L’invito a leggere la figura e guardare il testo ribalta i canoni classici semantici, linguistici e iconici, suggerendo vere sinestesie concettuali, a entrare dentro un poliedro emozionale che ci fa compiere un viaggio tra memoria e desiderio.

La calligrafia funge sia da cornice compositiva che da tessuto semantico, in cui l’autrice riversa il suo io lirico e struggente, i suoi appunti esistenziali ed estetici, e la trama delle parole sembra cucire il testo e le immagini in un nido di sensi, una lavagna di dissensi e consapevolezze, in cui si liberano sogni e utopie. La grafia diventa un appunto iconico e la realtà una scomposizione visiva, in cui texture e segno, immagine e parola inseguono il silenzio scritto della visione scolpita nel cuore dell’umanità, di chi vuole e sa  “guardare il mondo con gli occhi delle stelle”.

I versi dipinti intorno ad un microcosmo perfetto, irradiano raggi di luce e “la vita restituisce felicità a chi sa accogliere il mondo”, meridiane d’amore e di bellezza accompagnano lo sguardo stupito e desiderante di una donna e la superficie dell’opera assomiglia a una moderna stele di rosetta su cui incidere i desideri di un futuro prossimo e la memoria di un presente in divenire.

In altre opere si respirano silenzi incatramati d’amore su lenzuola stese e raggrumate come sudari di dolore, dove sguardi di vite sospese scrutano l’avvenire, la grazia di un respiro ancora di vita, alle carte di giornali accartocciate degli anni Settanta e alle garze suturanti dei successivi cicli tematici, oggi Anna compenetra in un’unica visione, il silenzio delle parole e i post scriptum, gli appunti iconici e le calligrafie, i progetti in-consci e il desiderio di volo della scrittura su un orizzonte di parole e d’immagini frantumate della realtà.

Queste opere sono caratterizzate da eleganza formale ed essenzialità iconica, quasi che il significato debba lasciare spazio al respiro dell’azzurro, al verde di mondi nuovi, al bianco della pagina, alla forza del segno e alla leggerezza di un tondo (il cerchio, simbolo d’eternità è quasi presenza simbolica e mitologica ossessiva soprattutto nelle religioni aniconiche, come l’ebraica e l’islamica, che hanno espresso pienamente la densità del significato simbolico delle figure geometriche), che diventa una sorta di mandala occidentale che raccoglie e scandisce i tempi della vita e raccoglie frammenti di bellezza dispersi, illuminazioni di chi sa che ” le parole a volte/sono silenzi scolpiti/all’insaputa dei poeti”.

Queste ContaminAzioni, trasmettono al di là dei messaggi linguistici e iconici, anche la forza di una preghiera e la spiritualità di un gesto ed un agire pre-estetico e pre-estatico di Anna Boschi, che non a caso ha lavorato sul simbolo della croce e inserito nelle sue opere frammenti di frasi o parole tratte dal Vangelo sino a far sembrare queste pagine polisemiche dei codici miniati per future generazioni, e farci sentire quell’emozione che palpita, oltre gli orizzonti della scrittura, oltre gli infiniti mondi dell’immagine.

Amo leggere queste opere come contaminAzioni d’amore (amore in azione contaminato che contamina), taccuini della memoria e della luce, lettere al futuro e alla felicità, pagine di quaderni futuri dove scrivere la vita e l’amore, il dolore e la speranza.

Le ultime opere dal titolo LETTERE E ENIGMI 2020 -2023 (Telegrammi asemici, annotazioni grafiche, lettere aniconiche e altre riflessioni sulla storia presente e futura), colpiscono per la loro contaminazione intima tra segno, parola e immagine. Sono appunti di riflessione sul presente, ma anche ponti relazionali verso un futuro fatto di ascolto, armonia e amore. Ma sono anche una lezione di stile e di leggerezza insieme, di quell’eleganza fragile fatta del respiro della storia collettiva e personale che Anna sa esprimere in maniera magistrale e poetica. Il segno diventa una stenografia del cuore, la pagina un elettrocardiogramma dell’anima di un’artista che vuole testimoniare la sua presenza creativa e salvifica nel respiro cosmico del presente. E lo fa a volte con fili di speranza esili ma forti, altre volte con punti interrogativi che intercettano i dubbi e le attese del giorno, altre con squarci d’azzurro e lacrime d’inchiostro che accarezzano i nostri orizzonti di bellezza.(vedi VOLA IN UN CIELO LIBERO 2, 2022, o “LETTERA AI “COLORI” DEL CUORE”, 2022).

Questi ultimi lavori sono una sorta di diario e lettere all’umanità in cui l’artista chiede e restituisce amore e pace (si vedano in proposito le opere LETTERA ALL’UMANITA’/LETTER TO THE HUMANITY, 2022-2023),e PAZ for UCRAINA, 2022-2023! , HOROR…TACITURNITAS MORTIS, 2022-2023!, chiari rimandi al conflitto in corso tra Russia e  Ucraina.

Tra la fine del 2022 e il primo trimestre 2023, Anna Boschi, ci ha deliziato con una nuova serie di lavori, dal titolo Alfabeto mentale, “Small footprints of writing” (una sorta di elettrocardiogramma verbo-visivo dell’anima), regalandoci l’ennesima lezione di CreAttività e ContaminAzione artistica.

In questi lavori infatti ci dimostra come L’alfabetizzazione segnica, iconica ed estetica, e l’impegno civile, di un’anima possano tracimare su un foglio di carta, un block notes

(esemplare è SMALL FOOTPRINTS OF WRITING 11, 2023) o un leporello, un libro d’artista (vedi Lettera alla pace, 2023).

Questi alfabeti mentali, potrebbero chiamarsi ideogrammi etruschi, haiku grafici, impronte asemiche, elettrografie emozionali, appunti preistorici, tale è la sintesi e contaminazione estetica che esprimono che ci danno la sensazione del ritmo del cuore e della traccia della visione.

Un lavoro di estrema sintesi e leggerezza, nella complessità della visione del reale e dell’immaginario, che si fondono in una scrittura di archeologia futura densa di verità e poesia visiva.

Queste opere sono delle lavagne di annotazioni ed esercizi di libertà e di volo, che svelano la vita segreta delle parole, universi sensoriali e mondi poetici che Anna c’invita da sempre ad esplorare e condividere, per un mondo libero e creAttivo come lei stessa c’insegna con la straripante attività nel mondo dell’Arte, con le sue installazioni magiche (ricordiamo per tutte, Il volo del poeta, 2005), la mail art, i suoi libri d’artista e le sue performances, il suo costante respiro di poesia.

Donato Di Poce
Milano, 13/3/2023.

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