QUESTIONI DI TAGLI
by Giovanni Fontana

 

funziona così / che dispositivi fertili / azioni in campo / talvolta in controtempo / su zone di scambio / si aprano a soluzioni inattese / con esiti mordenti / realizzando nessi che bucano la superficie della pagina / a gravitazione controllata / testimone di falsi ricambi / e strani passi in conto virgola

funziona / tanto per dire / che l’estrazione secca / la sottolineatura dura / lo stralcio a scrocco / l’espunzione a feticcio / il graticcio delle relazioni a senso / consacrino il prospetto / stringendo nodi tanto per fare /dare / tipograficamente ordire / conversando fuori centro / ché la lateralità premia sull’ombra

e gioca fino / azzardando sul confine dell’enunciazione / declinando i punti di vista / mordendo significati diversi in prospettive alterne / multifocali / tanto che lo spazio appare tradito per forza di suggestioni / mentre parole sedimentano senza mediazioni / fuoricampo / senza sconto alcuno

e gioca molto fino / molto / finché i legami istituzionali non smettano di funzionare / finché non brucino rapidamente / riducendosi in cenere di violenza premeditata / o si consumino / lentamente perdendo / il loro carico subdolo di funzioni prescrittive gabbamondo / a fuoco bianco

è come si agisce / con congegni a effetto / in produzione amara / così / per estrema visibilità / e sguardo pertinente / gettato al mucchio / in recupero / puntando sulla verità del distacco / l’inequivocabile ritaglio / in quanto tale / netto / evidente / scettico per la secchezza del vaglio / in conto cielo

è come si agisce per congruità dell’accostamento / di tratta in tratta / che m’illumina di reticenza / sull’opacità del reperto / un infarto nel meccanismo del potere / guardare e traguardare / progettare intanto nel dettaglio vagliato un po’ a naso / un po’ a caso / un po’ in volo / in contropelo

funziona così /planando sulle sfere sensoriali / sui materiali politici / sui contesti criminali / che l’occhio assassino sfida / senza clemenza /demistificando materie in odore di trasparenza / quindi di inganno spacciato per sopraffino / ma grossolanamente ordito / a scandaglio / in conto taglio

funziona così / a giudizio di chi ha coscienza del grande viaggio d’interesse nella globalità del mondo / di fame in fame / di corpo in corpo / per ambiente relazionale / in collage smaniosi di comporsi sul nero / o scivolare sul bianco / di lato / di fianco / in micro narrative svolte epistematiche

si gioca anche su tappezzerie di stanze /con occhiate distorte / il momento è vitale se le parole s’interrompono / se nell’accumulazione salta la paranoia della moltiplicazione / mentre si slancia un quadro rivelatore di oggetti affastellati / sovrapposti / in aspettativa / volgare ma densa

si gioca anche sul colpo d’occhio / che afferra con artigli di luci artificiali / e molla la presa aumentando la forbice dello spread / tra il titolo di base e la ricomposizione casuale / non più in cerca di allineamenti normalizzati / di parallelismi bastardi / ma di ribaltamenti / e divaricazioni sghembe

si agisce su svasature argute / che segnano a precipizio il valore dell’allontanamento / in allucinazione folgorante /peregrinando in sequele di apparizioni rigorosamente ubique sulla pagina e nello spazio delle relazioni / giustapposizioni di misure perversamente diagonali / in conto verbo

si agisce su interferenze / ma avvertite sempre nell’attesa di una scoperta che irrompa dritta nel cervello / a tutta /che inneschi nello stomaco dura la reazione di impulsi frattali / organici / sub-diurni / dove la frazione / provvisoria / tesse la storia delle differenze / ché sull’inevitabile le parole incombono

funziona così / che il problema è come agire / come risalire al senso /rimediando per dissenso le parole giuste / da seminare in fughe zigzaganti e laterali / in ombra e di profilo / espunte da contesti banali / valorizzate nei minimi dettagli / puntando a perdere / con determinazione

funziona che devi riuscire a prevalere / per disperdere tracce in grovigli recuperati ad arte / in parte dislocati su tavoli anatomici / è la talpa che trivella cavi metropolitani / treni d’iterazioni in nanosecondi di cricche mentali / i linguaggi diagonali funambolicamente accorti estorcono polisemici afflati

il gioco è sulle denunce larvali / praticabili solo tra le trappole del polisenso /sistemi di sensazioni di peso e di misura / acrobazie distorte / accidentali profezie / di regola / grafie / di passaggio / un manuale di comportamento / una poetica certa / una verifica scoperta della realtà / in conto apparenza

il gioco è senza veli / in stato di eccitazione permanente /o di freddezza marmorea / aperta / ad azzardare sillabe / che vibrano / corrodono diversità di approcci / irrazionalmente segnati / per blocchi di viscosità / catture / ossessioni / spazzature / controcorrente tiro i remi in barca e cedo sotto palpebra

si agisce in analisi fredda delle masse plastiche della raccolta indifferenziata / lacerata da epifanie di gesti e volti affacciati di traverso che non resistono agli attacchi impietosi dei sistemi di comunicazione / in disaccordo / in balordo destabilizzante congegno / è qui l’ingegno della negazione

si agisce per sconfessione affermata da falsi percorsi / sollevandosi a tratti tra le trappole dell’impaginazione / della messa in copia a scambi tesi / a gambe avvezze ai vettori delle triangolazioni / in calcio d’angolo concettuale / il nucleo molecolare si staglia nel suo isolamento

funziona così / che tutto coagula / rimonta / emergente dal clangore / l’apparenza deterge e non si limita più / s’espande /e in uso schiude / le combinatorie fuori asse / per argomentazioni attive / dove vedere è leggere oltre parola / ché l’occhio deformato raddrizza l’immagine / compagine di senso

funziona così / che le menti obnubilate non spiombano / non vanno oltre il recinto del definitivo definitivamente impelagato nella poltiglia comunicativa dei transiti mercantili / pare che le parole si inabissino nello scandalo del ritaglio / un abbaglio non evitabile / in sostanza

si gioca esternando valenze / legami elastici di chimiche possibili / sull’apparenza del dettaglio / sbaglio / a strappi / ma non ti distrarre mai / se scappi di fronte alle parole ramazzate al suolo / sospinte dal soffio fonematico del vento polmonare tanto per cominciare / emetico

si gioca così quando il grido è soffocato e il fiotto ti resta in bocca da sputare / sputarti / risputarti per reinventarti sempre e comunque / ancora in vista / su svista di speranza / credo che funzioni / e che la crudeltà sia giustificata / che le parole volteggino / e planino sui gesti / in conto parola

si agisce nello spazio pubblico necessario che lacera politicamente gli anditi asfittici della consuetudine / un sabotaggio /sul basso cabotaggio di veicoli stanchi / ormai / mentre ogni pagina strappata rende onore al merito della ricerca / alla disinfezione dell’incertezza / in conto senso

qui si agisce sui banchi bizzarri della scuola di anceschi / coraggiosi affreschi di poetiche lucide / di assaggi segreti / di orizzonti sperimentali e situazioni aspre / e furiose e intense / per poi dirimere saggi freschi di scavi dove dissotterrare vermi profumati di terre allucinate da periferie del media trend

si sa come funziona l’eversione / in un big bang assoluto di carte / di inchiostri tipografici in amalgama di lettere / in antagonismo perverso / le parole si staccano dal testo / di traverso / vanno per muri scabri / in lotta di consonanti / di ostinati accostamenti / di passioni sfrenate / a tinte forti

funziona bene in organizzazioni urlate e in arrangiamenti battuti a note secche / in sospensioni / in tagli / in spiragli / o ascolti istantanei / folgoranti e isolati / in scoperte da retropalco / in strazi dimezzati di apparenze / nei dettagli scheletrici di un dì di festa senza persuasione / in conto gabbia

quando gioca si riappropria di materiali persi / rivela parole nuove / le scova in orribili tavoli dimostrativi / dove banderuole svoltano in cacaiole al napalm / parola per parola investe per pungere enfiagioni purulente / e stacca il verbo dal soggetto mentre le sintassi tacciono / in conto testo

si gioca la sostanza che si organizza in stanze visuali / dove la parola agisce in concreto / per pesi e per misure adatte / per tessuti / per trame accorte / pianure tappezzate di verboglifici orientati in alleanze sonore / in astrazioni concretamente amalgamate / in moduli sostanziati in tracce

si agisce su lemmi dimensionati in taglio di narrazione / per cose / per gesti / apoditticamente ricomposti / slittati e splittati per graffi di superficie mirati alla divaricazione / votati alla violenza della carne fonica / del muscolo argomentato sul peso delle scelte / per fare forme / parole in sovversione

quando si agisce può accadere che le certezze sfumino / nel quotidiano stravolto di menzogne / e sola regge / allora / sulla carta / nel cartone incollata / la parola dipinta che ritagliata rende equilibri in punta di piedi / in sospensione tragica / vista da dentro / crudele / in attesa / senza più grammatica

funziona così / che le disgregazioni in campo / in paranoia fluttuante / fruttino spazi espansi / individuati da superfici mute e assordanti / così strappare / strappare / l’invito a strappare vale costruire / mentre lo schermo aperto alle lacerazioni / è chiuso sul retro da sensazioni a incastro / in conto scandalo

così funziona in un attentato di frammenti trattati ad arte/ per minacce di tagli / di vagli di separazione mitica / ritagli a coda di rondine / che precipita sul bordo / e poi gioca al centro campo / si muove e arriva viva /lì / nella casa balestrini / ad abitare la scrittura / in un processo di ossidazione

il gioco ha senso dove la ripetizione vale moltiplicazione di esperienze / dove l’indeterminato è il salto conseguente / dove le porte escludono il silenzio /e il sussurro bizzarro crea l’aspettativa negli interstizi del nulla / dove il fine del discorso è connettivo d’esistenza / verosimilmente indagando

il gioco ha senso dove fare è confrontare a conforto / ché l’immaginazione matura sulle cose / le cose aprono strade all’immaginazione accostando senza regola ostacoli politicamente insolventi / perché slabbrate figure si profilano nervose / tu allora asciuga le parole che stringono / ti stringono

se quando agisci sbandi e rischi la perdita dell’orientamento / controlla la spina del linguaggio / saggia la dorsale dei sistemi manuali /apri a congegni artificiali / a impegni assoluti / scarica anacoluti impervi / condensazioni / traspirazioni / concrezioni / slittamenti materici / ché le parole stingono

se quando agisci sbandi e fischi a polmoni pieni qualcuno si accorge della tua presenza / acuto in potenza / in tangibilità poliedrica / per necessità di forma e forme / la ruggine del tempo infetto / non tratta e morde / la quotidianità ingiallisce / l’idioletto ruggisce / accecato dai flash

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